Silvia Galliani – the eye behind the camera

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Dopo ogni criterium, tutti , specialmente le riviste e le webzine aspettano con trepidazione la pubblicazione da parte dei fotografi presenti le tanto agognate foto !
Le aspettano anche i corridori e gli sponsor ovviamente, ed è per questo che il ruolo del fotografo è fondamentale per documentare tutti gli avvenimenti. Abbiamo fatto quattro chiacchere con Silvia Galliani, una delle fotografe più brave e senza dubbio competenti nel settore, per capire tutto questo hype verso le criterium e quali sono le sue impressioni sul mondo della fotografia.

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Come è iniziata la passione per la fotografia? E quella per il ciclismo e lo scatto fisso?

Ho sempre avuto una passione per la fotografia ma senza nessuna vera pretesa. Quando andavo a scuola spesso mi portavo dietro la mia compatta sebbene la maggior parte dei risultati fossero alquanto discutibili! L’iniziare a fotografare seriamente e con un certo criterio è arrivato con l’interessa al ciclismo a scatto fisso. Mio marito corre da diversi anni e i primi tempi si lamentava spesso che alle varie gare non ci fosse nessuno ad immortale l’evento. Perché non andare io? Quindi fotografia e ciclismo per me vanno di pari passo, anche se a volte mi sposto su altri fronti ritorno spesso al mondo delle bici che è una cosa mi diverte sempre moltissimo fotografare!

Qual’e’ la tua attrezzatura? Hai una motivazione per la scelta di alcuni materiali?

Per le gare utilizzo una Canon EOS 7D, ho anche una Canon EOS 1D MK2 che uso raramente come backup. Come obiettivi alterno un 50mm F1.8, un Canon EF 70-200 mm F4L ed un Canon EF 400mm F4L che uso principalmente di giorno. Specialmente trovo che il 400 mm sia fenomenale in condizioni di piena luce. Col buio uso principalemte un Sigma EX 12-24 4.5-5.6. in combo ad un Flash Canon Speedlite 580 EX II.

Qual’e’ il tuo bob. preferito e perché?

Ho un debole per il 50 mm, è un obiettivo economico ma con un grande potenziale artistico e la resa tecnica è comunque elevata. Razionalmente però preferisco il 400 mm. Di giorno con la luce è fenomenale, lo adoro perché isola completamente i soggetti facendoli risaltare e lo sfocato che dà è incredibile.

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Quali sono i tuoi soggetti preferiti, oltre i rider e le gare di criterium?

Amo i reportage di viaggio. Per seguire le gare mi capita di viaggiare spesso e dedico sempre un giorno o due per vagabondare e scoprire la realtà locale.Quando devo fare foto reportage delle gare, soprattutto di quelle all’estero, mi piace anche aggiungere qualche foto dei luoghi visitati e del contesto in cui mi trovo. Trovo che diano colore all’evento e lo inseriscano in un quadro ben preciso, suscitando più interesse che il mero racconto della gara.

Appena arrivi alle gare come ti comporti? inizi a scattare subito o ti guardi intorno e cerchi soggetti e situazioni giusti?

Dipende molto da dove si svolge la gara. Se sono già stata in quel posto di solito ho già degli spot collaudati dove mettermi o dei posti preferiti.Se invece mi trovo in un luogo nuovo cerco, quando è possibile, di fare un giro lungo tutto i percorso, immaginandomi come gireranno i riders e quindi cercando i posti migliori dove mettermi.Di solito, comunque, durante una gara tendo a muovermi spesso e non fossilizzarmi su di una angolo solo ad esempio.

Cosa cerchi di dire con le tue foto? Raccontare una storia o suscitare emozioni ?

Come già detto cerco di fare un reportage a tutto tondo che non racconti solo la gara ma anche quello che c’è dietro. Ovviamente per problemi di tempo o luogo questo non è sempre possibile.Credo che fotografando cilcisti per ciclisti ed aziende che hanno a che fare con il mondo delle due ruote l’importante è che l’atleta sia al centro della foto. Deve stagliarsi sullo sfondo ed essere riconoscibile mentre l’ambiente e le persone circostante diventano la sua cornice.

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Che ti po di post. prod usi , insomma come e’ il tuo workflow?

Uso photoshop ma in modo non troppo invasivo. Ho spesso a che fare con centinaia di foto per volta ma lavoro su ognuna singolarmente perché penso che ogni fotografia sia un mondo a parte e che necessiti di tempo dedicato. Al tempo stesso cerco di non stravolgere l’idea generale che l’album fotografico deve dare nella sua totalità ovvero tento di mantenere un filo conduttore nello stile generale.Non amo la post produzione troppo pesante. Di solito agisco più che altro su contrasti, curve, livelli, l’immagine per me deve rimanere abbastanza reale senza colori troppo alterati o pretese di artisticità che non sono altro che tentativi di giustificare lacune tecniche.

Hai una fonte di ispirazione per le foto?

Più che una ispirazione spesso mi capita di pensare a progetti fotografici che poi realizzo o meno.Per la singola foto mi faccio guidare dalla sensazione del momento, dall’ambiente e da chi mi circonda cercando di non stravolgere troppo il senso e lo stile del reportage che sto facendo.

Cosa significa per te la fotografia ?

Significa tante cose. Un passatempo ma anche un lavoro. Un divertimento e al tempo stesso uno studio costante per cercare di migliorarmi sempre.Un modo per raccontare concretamente quello che vedo con i miei occhi.

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Quale è il tuo scatto preferito e perché?

Non ho uno scatto preferito. Alcune foto in gara mi piacciono più di altre ma principalmente dal punto di vista tecnico e dell’esecuzione che reputo migliore.Altre foto, specialmente quelle di viaggio, le amo per i ricordi e le emozioni che mi suscitano.

 

Silvia Galliani – Freelance Photographer

https://silviagallianiphotography.wordpress.com/
https://www.flickr.com/photos/silviagalliani/
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Intervista : Massimo Bacci
Foto credit: Silvia Galliani