WOOD.BE intervista ad ALESSANDRO BENEDETTI

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Innanzitutto presentati ai nostri lettori e raccontaci perchè sei finito su una rivista di biciclette!
Ciao a tutti, mi chiamo Alessandro Benedetti e sono un ingegnere meccanico con una passione sfrenata per la lavorazione del legno, il design e ovviamente, le bici!
Sono stato torturato da Daniele con una corona del 49 per rispondere a queste domande, quindi farò del mio meglio!


Come nasce il progetto Wood.be?
Diciamo che wood.be è un progetto nato molti anni fa quando ho iniziato a sporcarmi le mani con utensili, colla e segatura. Le cose si sono fatte via via più serie quando ho creato il mio laboratorio nel garage sotto casa e ho iniziato a disegnare e costruire i miei primi progetti. Con mio fratello Fabio (lui è un Visual Designer e vive a Londra) abbiamo deciso di creare questo piccolo brand, curare molto l’aspetto e la parte “Social” e mettere su un sito che catturasse l’attenzione.
C’è ancora molto da fare, è solo l’inizio per wood.be. Vogliamo lavorare a tempo pieno ai nostri progetti ed essere un punto di riferimento per tutti quelli che hanno bisogno di lavori personalizzati

Perchè la scelta del legno e non di un altro materiale?
Il legno è senza dubbio il mio materiale preferito perchè è vivo, sostenibile, ti da mille possibilità e puoi trasformare le idee in qualcosa di reale con investimenti ragionevoli. Mi piace utilizzare e sperimentare anche altri materiali come il cemento, le plastiche acriliche e il metallo. Adesso penserete che voglia realizzare un bici di legno…beh per il momento non è nella mia lista “cose da fare”!


Inutile nascondere che ci conosciamo ( e ci amiamo!), e a dirtela tutta mi sento un pò responsabile per averti introdotto nel “lugubre” mondo delle fixed… dimmi: mi odi? o mi ami ancora?
La nostra love story è nota ai più, lo sai. In realtà è abbastanza divertente come è nato il tutto. Se ti ricordi ti ho scritto senza nemmeno conoscerti dopo che mi rubarono quella Colnago fissa a cui ero molto legato, perchè tu mi dessi una mano a ritrovarla. Poi ho assistito alla mia prima Criterium a Settimello organizzata dai ragazzi di Cykeln e ho deciso di comprarmi una vera e propria fissa per partecipare a qualche criterium. Come potrei odiarti…da quei giorni sono successe un sacco di belle cose! Qualcuno dice che sei il mio mentore dello scatto fisso!


Scherzi a parte, il tuo lavoro col legno spazia dal giocattolo al mobile d’arredo, dove prendi le idee? e come nascono?
In realtà non mi focalizzo troppo su una sola idea ma mi piace progettare, costruire e modificare molte cose allo stesso tempo. Alcune idee sono completamente mie come gli orologi o la linea “wooden cars”. Mi occupo anche del packaging che ritengo fondamentale oggi per vendere il fatto a mano di alta qualità. Per prendere ispirazione passo anche un sacco di tempo su YouTube per seguire i canali dei miei makers preferiti (uno su tutti DiResta di Manhattan). Devo dire che anche mio fratello è una fonte inesauribile di idee. Se vi piacciono gli stickers e il design dovreste andare a buttare un occhio al suo brand Cocorino!


Parliamo anche un pò di bici: sappiamo che corri in bici da molto in una squadra locale della Versilia. Quindi chi è wood.be il ciclista?
Ho iniziato con il ciclismo quando avevo 13 anni. All’inizio non era niente di serio, soltanto qualche uscita con mio papà per fare un pò di sport. Dopo qualche anno ho iniziato con le corse su strada e le Granfondo, a cui tutt’ora partecipo con la mia squadra di Viareggio, il Team Gulliver. Negli ultimi due anni mi sono avvicinato allo scatto fisso e ho partecipato a diverse prove del Criterium Italia e alla Red Hook Milano No.7. A parte questo uso la bici praticamente ogni giorno. Viareggio è un posto perfetto per girare in bici e la ritengo il mezzo perfetto per spostarsi.

Cosa ne pensi del mondo fixed ora che ci sei dentro da qualche tempo? differenze o cose che ti piacciono o no rispetto al mondo del ciclismo tradizionale?
Il mondo dello scatto fisso è unico. C’è un sacco di competizione, i riders prendono le cose seriamente, si allenano duramente, ma l’atmosfera è completamente diversa dalle normali corse su strada. Prima e dopo la corsa c’è sempre tempo per una birra o per scambiare due opinioni su rapporti, telai e ruote. Corriamo in piccoli centri urbani pieni di pubblico. La cosa che mi piace di più è che queste gare non sono solo watt, potenza e forma fisica. Puoi essere competitivo se hai buone doti di guida e un pò di esperienza in bici. Ultimo aspetto ma non per importanza, mi piace il rispetto che c’è fra i riders. Tutti sanno che stanno guidando bici senza freni ad alta velocità e gli errori non sono ammessi.

Veniamo al momento clou: come sei arrivato a collaborare con RedHook? Lo consideri un traguardo, visto dalla tua ottica di artigiano/ciclista, o pensi che ci sia molto altro da fare? ( e noi ce lo auguriamo!)
La mia collaborazione con Red Hook è qualcosa di speciale. Scrissi a David August Trimble nel 2015 per presentare la mia attività e mostrare i miei lavori più significativi, fra cui il vostro logo Cykeln in legno. Lui rimase positivamente impressionato e sei mesi più tardi mia ha chiesto di realizzare 2 uncini giganti che serviranno come ornamento della zona podio per le tappe europee (probabilmente avete già visto quelli da loro realizzati per la tappa di Brooklyn). Ero gasato a manetta per questa richiesta e mi sono messo subito al lavoro!
Non considero questo un punto di arrivo perchè spero di collaborare con Red Hook ancora per molto tempo. Spero che questo lavoro darà al marchio wood.be una buona visibilità nel mondo del ciclismo. Unire le mie più grandi passioni, lavorazione del legno e bici, era qualcosa che ricercavo da moltissimo tempo!

Raccontaci in breve come wood.be è stato d’aiuto ad Alessandro e viceversa.
Prima di wood.be avevo molte idee e progetti ma era tutto un pò così, disorganizzato diciamo. Avere un brand, una storia da raccontare, qualche buona referenza ti aiuta molto quando parli con gli altri e ti presenti. Ogni giorno ricevo feedback positivi riguardo quello che sto facendo e questo mi fa da coraggio perchè significa che le persone sono ancora interessate a lavori di alta qualità e con molta ricerca dietro.
Come aiuto wood.be? Beh investo praticamente tutto il mio tempo e i miei sforzi in questo progetto…dovrebbero ringraziarmi quegli ingrati! XD


Ci faresti la C col fulmine anche per la prossima stagione anche se sono un rompicoglioni?
Cykeln ha un posto speciale nel mio cuore perchè siete stati i primi ad avermi fatto conoscere il mondo dello scatto fisso. La mia prima corsa è stata la Fiorino Crit 2015 e da quella esperienza abbiamo condiviso un sacco di bei momenti e trasferte insieme.
Se farei un’altra C fulminata per voi? Sicuro! Forse più leggera di quella che avete già perchè non mi sembri molto forzuto con quei braccini che ti ritrovi. Nel frattempo ho fatto un piccolo restyling alla “C” che custodite gelosamente, così Piacca può scattare qualche foto migliore!


Saluta e sfancula chiunque tu voglia! per te bonus: puoi sfanculare anche 5 persone! (offerta limitata nel tempo, hahahah)
Ahaha non sono così cattivo da avere 5 persone da sfanculare. Forse sai chi dovrei mandarci: quel ladro che mi ha portato via la mia bici, ma pensandoci bene il mio arrivo nel mondo dello scatto fisso è avvenuto dopo quell’episodio. Quindi al diavolo…non pensiamoci più!

Ciao e grazie mille del tempo che ci hai dedicato!
Grazie a te Daniele e a tutti i fans di Cykeln Magazine. E’ stato un piacere fare due chiacchere con te. Ci vediamo alla prossima Crit!
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